martedì 20 ottobre 2026

FIDCA Udine : Presente con Michele Vidon a Tramonti di Sotto 17/10/2026 Intitolazione Sala Consiliare a: Giuseppe Fortunato Ronzat


da www.altofriuli.it

Il Comune di Tramonti di Sotto ha intitolato la sala consiliare a Giuseppe Fortunato Ronzat, sindaco della ricostruzione dopo il terremoto del 1976. Alla cerimonia hanno partecipato i figli dell’ex primo cittadino.

Nato nel 1921 e deceduto il 29 marzo 2010,Giuseppe Fortunato Ronzat fu protagonista della Resistenza con il nome di battaglia Scaglia. Assunse la carica di sindaco nell’agosto 1978 e guidò l’amministrazione fino all’aprile 1990. Il sindaco Giampaolo Bidoli ne ha ricordato l’impegno nella ricostruzione, il coinvolgimento delle ditte locali e l’attenzione alla realizzazione del centro sociale e scolastico.
La giornata, organizzata nel cinquantesimo anniversario del sisma, ha compreso a Muinta un omaggio alle vittime dell’incidente dell’elicottero AB205, precipitato nel lago di Redona durante i soccorsi in Val Tramontina. Furono ricordati Antonio Alfano, Sabatino Bocchetto, Amato Celli, Antonio Pedone e l’imprenditore edile Pio Francesco Perin.
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FIDCA Udine sottolinea l'importanza della Cerimonia Commemorativa :MAI DIMENTICARE!



Michele Vidon FIDCA Udine




Memoria e impegno: 50 anni dopo.

Intitolata a Giuseppe Fortunato Ronzat, detto “Scaglia”, la sala consiliare di Tramonti di Sotto

 

A cura di Vidon Michele

Membro del Direttivo della Federazione Italiana dei Combattenti Alleati (F.I.D.C.A.) – Sezione di Udine Una riflessione personale su una giornata di memoria, riconoscenza e legami umani, nel segno della storia e dell’impegno verso le future generazioni.

 

Il 17 ottobre 2026, a Tramonti di Sotto, si è svolta la manifestazione “Memoria e impegno: 50 anni dopo”, una giornata di particolare significato per la comunità locale, dedicata al ricordo, alla riconoscenza e alla valorizzazione della memoria storica del territorio.

 

Ho avuto l'onore di partecipare a questa importantissima iniziativa, condividendo un momento che ha saputo unire il valore delle istituzioni, il ricordo delle persone e il senso di appartenenza alla comunità.

 

Per me, questa giornata ha avuto soprattutto un significato profondamente personale.

 

Mi lega alla famiglia Ronzat una sincera amicizia, in particolare con Nadia, figlia del Comandante, e con Dario e Diego Pozzebon, nipoti del Comandante, per i quali nutro profonda stima e sincero affetto.

 

Essere presente accanto a loro in un'occasione così significativa ha reso questa partecipazione davvero sentita, dal valore autentico e profondo.

Una famiglia che da sempre rappresenta un patrimonio di valori storici, culturali e intellettuali, unito a un profondo senso dell’amicizia, della correttezza e dell’impegno verso la collettività, testimoniato nel tempo da gesti concreti di disponibilità e vicinanza.

 

La giornata si è aperta alle ore 10.00 nella località di Muinta, presso la chiesetta, dove don Angelo ha guidato un momento di preghiera in memoria dei Vigili del Fuoco caduti durante le operazioni di soccorso. Un momento di raccoglimento e gratitudine per ricordare quanti hanno perso la vita nell'adempimento del proprio dovere, testimoniando con il loro sacrificio il valore del servizio agli altri.

 

Alle ore 11.30, presso la sala consiliare comunale, si è svolta la cerimonia di intitolazione della sala a Giuseppe Fortunato Ronzat, cavaliere e già sindaco, conosciuto con il soprannome di “Scaglia”. Un gesto dal profondo significato simbolico, che consegna il suo nome alla vita istituzionale del Comune e ne rinnova il ricordo nel tempo.

 

Giuseppe Fortunato Ronzat, conosciuto con il soprannome di “Scaglia”, fu una figura di riferimento per il territorio e per la comunità di Tramonti di Sotto. Durante la Seconda Guerra Mondiale partecipò alla Resistenza nelle file della Brigata Osoppo-Mameli, nel Battaglione Patria, contribuendo alla lotta per la libertà. Nel corso della sua vita si distinse anche per l’impegno amministrativo, ricoprendo per lungo tempo la carica di sindaco di Tramonti di Sotto e dedicandosi alla propria comunità, per la quale rappresentò un importante punto di riferimento.

 

Per i meriti acquisiti, fu insignito del titolo di Cavaliere Ufficiale della Repubblica Italiana. L’intitolazione della sala consiliare rappresenta pertanto un riconoscimento dal profondo significato istituzionale e umano: un modo per mantenere viva la memoria di un uomo che ha attraversato momenti importanti della storia italiana e che ha dedicato parte della propria vita al servizio del territorio e dei suoi cittadini.

 

Nel corso della manifestazione è stato inoltre previsto lo scoprimento del nuovo gonfalone comunale, accompagnato da un momento di riconoscimento agli ex sindaci che hanno guidato il Comune di Tramonti di Sotto dal 1976. Un'occasione per rendere omaggio a chi, nel corso dei decenni, ha contribuito alla vita amministrativa e alla crescita della comunità.

 

Desidero rivolgere un sentito ringraziamento al Sindaco, alle autorità civili e militari intervenute e che hanno organizzato e reso possibile questa giornata, contribuendo a renderla un momento di autentica condivisione e commemorazione. La presenza delle istituzioni testimonia quanto sia importante custodire la memoria e riconoscere il valore delle persone che hanno lasciato un segno nella storia del territorio.

 

Credo che le cerimonie commemorative acquistino il loro significato più profondo proprio quando la dimensione pubblica si intreccia con quella personale: dietro ogni nome ricordato ci sono una storia, una famiglia, legami e ricordi che meritano di essere custoditi e tramandati.

 

Considero iniziative come questa importanti per mantenere viva la coscienza storica, rafforzare il legame tra le istituzioni e i cittadini e trasmettere alle nuove generazioni il rispetto per il passato.

 

La memoria, infatti, non vive soltanto nelle targhe commemorative, nei gonfaloni o nelle intitolazioni degli edifici pubblici. Vive soprattutto nelle persone che continuano a custodirla, nel riconoscimento di chi ha servito la propria comunità e nella volontà di preservare quei valori che uniscono le generazioni.

 

Rinnovo pertanto il mio ringraziamento al Sindaco, alle autorità civili e militari, a don Angelo, agli organizzatori e a tutti i presenti che hanno condiviso questa giornata di memoria e impegno.

 

Ricordare significa custodire il passato, onorare le persone e consegnare la loro memoria al futuro


FIDCA NON DIMENTICA!

martedì 13 ottobre 2026

FIDCA Udine: Istrana (TV) 27/09/2026,Gorizia 9/10/2026, Udine 23/10/2026 e Ricordi di Daniele Asero

 Continua su varie linee sia sportive,commemorative, culturali universitarie della Sezione FIDCA di Udine.

Desidero sottolineare l'impegno degli amici e Soci.Demarchi,Petiziol,Asero,Troilo,Milanese,Azzan,Sangalliche con serietà e dedizione dedicano il loro tempo al sostegno sia morale che etico e nel ricordo del Valore Umano.


Istrana: presenti Sangalli,Azzan,Milanese nell'espressione solidaristica sportiva:



Milanese ed Azzan-Istrana
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Gorizia :      L'impegno dell'Amico e Socio Sergio Petiziol-Socio FIDCA-presente in rappresentanza FIDCA l'Amico e Socio Guerrino Demarchi,sottolineo l'alta sensibilità sia storica che di Rispetto!    

Introduzione Dottor Pierluigi Lodi,"Uso dei velivoli nella Prima Guerra",Relazione a tema di Sergio Petiziol -Socio FIDCA di Udine,:Annotazioni a Ricordo di Aviatori stranieri caduti nella Prima Guerra
area Isonzo-Piave.


Sergio Petiziol



Guerrino Demarchi e Petiziol Sergio
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Udine :impegno di Azione Cultura sotto egida FIDCA di Giuseppe Troilo ed Antonello Quattrocchi presso Università di Udine sottoAzione Giornate ONU guidate dalla Presidente Club UNESCO di Udine dottoressa Renata Capria d'Aronco Socia Onoraria della FIDCA di Udine.


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Ricordi di Daniele Asero :

"Molti soldati, purtroppo, a sentir parlar di Patria scrollano le spalle, ridono oppure bestemmiano e maledicono.
Noi no.
Noi facciamo il nostro dovere guardando in alto. Gli uomini che ci hanno governato e ci governano non meritano i nostri sacrifici ma la Patria, oggi in pericolo, li merita tutti.
Gli uomini passano, la Patria resta"

Angelo Roncalli

5/12/1917
Lettera al fratello Giuseppino


Oggi 11 ottobre si celebra la festività di San Giovanni XXIII papa, protettore dell'Esercito Italiano.

Nella foto tratta dalla collana "Icone, Giovanni XXIII" don Angelo Roncalli, cappellano militare nel 1918 ritratto assieme ai fratelli, entrambi richiamati.

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fermezza d'animo dei militari italiani che affrontarono la morte con estrema dignità, gridando "Viva l'Italia!" prima di essere falciati dalle mitragliatrici tedesche"

 

L'eccidio di Kuç .

7 ottobre 1943.

 

Nello scacchiere dei Balcani, il 7 ottobre 1943 si consumò una delle pagine più tragiche ma eroiche della resistenza dei militari italiani all'estero.

In Albania, la 151ª Divisione fanteria "Perugia" del Regio Esercito rifiutò categoricamente di cedere le armi ai tedeschi dopo l'armistizio, tentando per settimane di ripiegare verso la costa per farsi rimpatriare.

Presso la località di Kuç (Kuci), dopo aver esaurito le munizioni a seguito di accaniti combattimenti contro le truppe della Wehrmacht, i soldati italiani vennero sopraffatti.

Il 7 ottobre 1943, i tedeschi fucilarono brutalmente 32 ufficiali italiani, tra cui il Comandante del II Battaglione, il Tenente Colonnello Alpino Emilio Cirino.

La Divisione "Perugia" venne di fatto annientata, ma il suo sacrificio entrò nella storia della Resistenza militare.

L'eccidio di Kuç è stato un crimine di guerra compiuto dai soldati tedeschi nell'entroterra dell'Albania meridionale, nel villaggio montano di Kuç.

Durante questo tragico evento, 32 ufficiali dell'Esercito Italiano appartenenti alla Divisione "Perugia" furono fucilati per rappresaglia dopo aver opposto resistenza alle forze naziste in seguito all'armistizio dell'8 settembre.

L'eccidio rappresenta l'atto conclusivo di un drammatico calvario che decimò il comando e la platea degli ufficiali della divisione in territorio albanese.

Subito dopo l'annuncio dell'armistizio, la Divisione "Perugia" si rifiutò di cedere le armi ai tedeschi.

Sotto la pressione delle truppe della Wehrmacht, i soldati italiani iniziarono una difficile ritirata verso la costa nel tentativo di imbarcarsi e rientrare in patria, concentrandosi in particolare nella zona di Saranda.

I cacciatori di montagna tedeschi (il primo battaglione della Gebirgsjäger Division) intercettarono e catturarono i militari italiani.

Le esecuzioni di massa degli ufficiali iniziarono nei giorni precedenti il massacro di Kuç:

• 4 ottobre 1943: vennero fucilati il comandante della divisione, il Generale Ernesto Chiminello, e il suo Capo di Stato Maggiore, il Maggiore Sergio Bernardelli.

• 5 ottobre 1943: altri 60 ufficiali vennero barbaramente giustiziati presso la baia di Limione, una piccola insenatura poco a nord di Saranda.

Il massacro del 7 ottobre.

Gli ultimi 32 ufficiali superstiti che erano stati fatti prigionieri vennero deportati verso l'impervio entroterra albanese e condotti nel villaggio montano di Kuç.

Lì, il 7 ottobre, vennero messi davanti al plotone di esecuzione.

I resoconti storici e le testimonianze descrivono la fermezza d'animo dei militari italiani che affrontarono la morte con estrema dignità, gridando "Viva l'Italia!" prima di essere falciati dalle mitragliatrici tedesche.

Alla memoria di diversi caduti sono state successivamente conferite medaglie al Valor Militare per l'eroismo dimostrato e il rifiuto di collaborare con l'occupante nazista.

Nonostante la gravità, la vicenda è rimasta a lungo poco nota al grande pubblico rispetto ad altri eccidi della Seconda Guerra Mondiale.

Oggi, sul luogo della strage nel villaggio di Kuç, sorge un monumento dove l'Ambasciata d'Italia a Tirana e le autorità locali depongono regolarmente corone di fiori per onorare il sacrificio della Divisione "Perugia".


giovedì 24 settembre 2026

FIDCA Udine :Presente a : Attimis 19/09/26-Cargnacco e Cividale del Friuli 20/09/2026

 Fidca di Udine presente alle Cerimonie del 19/09/26 e del 20/09/26 con gli Amici Asero Daniele,Valter Bortolotti ed Antonello Quattrocchi.

GIORNATA NAZIONALE DEL CADUTO E DEL DISPERSO IN RUSSIA



Cividale del Friuli   RADUNO NAZIONALE CACCIATORI DELLE ALPI





















Attimis

Attestato a Valter Bortolotti

da sx Valter Bortolotti



Autorità










venerdì 18 settembre 2026

FIDCA Udine: Open Day 5-6 Settembre 2026 Tricesimo.




 La Fidca di Udine Presente all'Open Day di Tricesimo con Quattrocchi Antonello, Valter Bortolotti, Anna Cagnin, Antonio Pipere, Diego Cagnin ed altri amici simpatizzanti a rendere visita a tutte le persone che hanno collaborato alla realizzazione di questo importante avvenimento annuale.Uno sforzo storico anche di restaurazione di mezzi militari e della lora manutenzione e del Ricordo,



 FIDCA NON DIMENTICA!

mercoledì 16 settembre 2026

FIDCA Udine : 15/09/2026 Università di Udine- Club UNESCO di Udine-Giornata Mondiale della Democrazia



Continua l'azione culturale della FIDCA di Udine,come accettato dall'Assemblea Generale degli Iscritti,

oltre le attività di azione umanitaria e di solidarietà svolte sempre nell'ottica del rispetto e della condivisione dei Valori Nazionali assieme alle tante presenze celebrative.

Di seguito la relazione svolta dagli amici  e Soci FIDCA : Giuseppe Troilo ed Antonello Quattrocchi alla presenza della dottoressa Renata Capria d'Aronco Presidente del Club per l'UNESCO di Udine,fra l'altro Socia Onoraria della Sezione FIDCA di Udine, a Lei vada il nostro ringraziamento per gli importanti Valori a cui si dedica!

Relazione FIDCA di Udine :

DEMOCRAZIA NEL MONDO

·         avvalendoci di di un articolo pubblicato di recente dalla giornalista RENATA ALLEGRI sul settimanale PIAZZA LEVANTE .

·         Lunedì 20 gennaio il mondo ha assistito all’Inauguratione Day e ascoltato il secondo discorso di insediamento di Donald Trump. Inevitabile per molti l’occasione di interrogarsi sul significato di democrazia: come definirla, di quanti tipi può esistere e, soprattutto, come misurarla? In questo articolo si propone una sintesi, estratta principalmente dalle indagini dell’agenzia svedese V-Dem, con un dataset che include oltre 60 indici e 500 indicatori e che ha un approccio unico per concettualizzare e misurare la democrazia, ponendo distinzioni tra i suoi molteplici principi fondamentali: elettorale, liberale, maggioritario, consensuale, partecipativo, deliberativo ed egualitario..

·         Una riflessione geopolitica
L’anno 2024, appena concluso, è stato caratterizzato da molti eventi e fenomeni globali degni di riflessioni geopolitiche e geostoriche. In attesa dell’elaborazione del planisfero tematico da aggiungere a quelli sotto presentati che si fermano al 2023 e che rappresentano la presenza della democrazia nel mondo in diversi momenti storici, si propone qui di seguito una sintesi di un evento che, fra i tanti, forse è il più appariscente nella vita di una democrazia: l’anno appena concluso è stato quello con più elezioni di sempre. Più di quattro miliardi di persone, oltre la metà della popolazione mondiale, sono state chiamate a esprimere il proprio voto, ovvero una scelta compiuta per un libero atto della volontà politica individuale. Nel 2024 hanno votato gli elettori di oltre 20 Paesi d’Europa, 16 in Africa, 11 in America, 11 in Asia, 4 in Oceania (compresa l’Australia, al voto in tre dei suoi Stati). Nella maggior parte dei Paesi, si è trattato di elezioni generali, per rinnovare le assemblee legislative o il presidente o entrambi, ma sono state indette anche molte elezioni locali. L’affluenza alle elezioni della popolazione mondiale non rappresenta necessariamente un’esplosione della democrazia perché l’elenco che ha visto coinvolti 76 Paesi in cui tutti gli elettori avevano la possibilità di esprimere il proprio voto, secondo le valutazioni dell’EIU (Economist Intelligence Unit), ne conta ben 28 che non soddisfano le condizioni essenziali per un voto democratico. In questi Paesi le elezioni non sono libere e regolari e molti altri prerequisiti della democrazia, come la libertà di parola e di associazione, sono assenti: le votazioni controverse in Bangladesh (120 milioni di elettori), in Venezuela (12 mil.), dove sono tuttora contestatissime e in Russia (85 mil.) non hanno portato a un cambiamento di regime, mentre in Pakistan (43 mil. di votanti) e in Messico (58 mil.), entrambi i paesi con regimi ibridi che combinano elementi di democrazia e autoritarismo, si è verificata una sorprendente vittoria di candidati indipendenti. 

·         In Europa, oltre al Parlamento europeo (360 ml. di elettori), si sono rinnovati anche quelli di Austria, Belgio, Croazia, Lituania, Portogallo e Romania; nuovi presidenti sono stati eletti in Croazia, Finlandia, Lituania, Romania e Slovacchia. Nell’ Est Europa le elezioni erano programmate in Azerbaigian (presidenziali con 5 mil.), Bielorussia (parlamentari con 3 mil.), Georgia (entrambe con 1.5 mil.), Moldavia (presidenziali 1,7 mil.), Nord Macedonia (entrambe con 800.000 elettori) e, come già detto, in Russia (85 mil. di elettori per presidenziali e regionali); al voto locale anche il Regno Unito (20 mil.), mentre l’Islanda ha visto in giugno le elezioni presidenziali (110.000 elettori).

·         Per quanto riguarda la tormentata Ucraina, il presidente in carica Volodymyr Zelensky ha rinunciato a indirle a causa della legge marziale vigente che da ormai quasi due anni le vieta: un’elezione svolta mentre vaste aree del Paese sono sotto occupazione straniera e milioni di ucraini sono sfollati dalle loro case, non potrebbe mai essere veramente libera o equa.

·         Tutti sono a conoscenza delle recenti elezioni negli Stati Uniti (156 mil. di elettori), svolte il 5 novembre scorso, per rinnovare l’intera Camera dei Rappresentanti e un terzo del Senato. La seconda sfida fra il presidente uscente Joe Biden e il suo predecessore Donald Trump, con l’archiviazione dell’accusa per avere contestato la vittoria di Biden nel 2020 e aver sobillato i suoi sostenitori più estremi il 6 gennaio 2021, quando110.000 elettori invasero Capitol Hill per ostacolare l’insediamento dei nuovi eletti al Congresso, è stata vinta da quest’ultimo.

·         In Asia, di particolare interesse è stata, il 13 gennaio, l’elezione a Taiwan, dove l’ascesa al potere di Lai Chig-te è avvenuta, in questa delicata parte dell’Estremo Oriente, in un contesto di tensione regionale particolarmente prolungato. Per l’isola si potrebbero infatti rimodulare le relazioni con la Cina in un momento critico per il Paese, abitato da solo 24 milioni di persone, ma leader mondiale nella fabbricazione di microchip. Il Partito democratico progressista, pro-indipendenza, secondo i sondaggi manterrà il controllo della presidenza e del parlamento. Si è votato anche in Mongolia (2 mil. di persone) e in Iran (61 mil. di persone), uno dei Paesi meno democratici, che ha visto la vittoria del riformista Massoud Pezeshkian, che alimenta speranze di cambiamento, seppur graduali. Elezioni problematiche si sono svolte anche in molti dei 16 Paesi africani che sono stati chiamati alle urne durante l’anno: dal Senegal (4 mil.) che si apre a qualche aspettativa, non condivisa però dalle donne perché escluse dal governo, all’Algeria (9.5 mil.), che ha eletto, con un processo elettorale discusso, il nuovo presidente, alle contestate del Mozambico (6.5 mil.), a quelle generali del Sud Africa (13 mil.), che ha visto per la prima volta, dalla fine dell’apartheid nel 1994, la sconfitta numerica dell’African National Congress (ANC) lo storico partito, ormai corrotto, di Nelson Mandela.

il V-Dem Institute ha organizzato i dati
Aggregando vari indici e analizzandoli secondo una metodologia da loro sviluppata, i ricercatori hanno classificato i paesi in quattro categorie:
Democrazia liberale: i cittadini organizzati in questa forma di governo hanno il diritto di partecipare a elezioni multipartitiche libere ed eque. Sono garantiti lo Stato di diritto, l’accesso alla giustizia, la trasparenza dell’applicazione della legge, i principi liberali di rispetto delle libertà individuali e la separazione dei poteri.
Democrazia elettorale: i cittadini hanno il diritto di partecipare a elezioni multipartitiche libere ed eque. Ma non tutte le condizioni sopra descritte nel contesto di una democrazia liberale sono garantite.
Autocrazia elettorale: i cittadini hanno il diritto di scegliere l’amministratore delegato e il parlamento attraverso elezioni multipartitiche. Ma senza effettivamente beneficiare delle libertà di associazione o di espressione che garantiscono elezioni libere ed eque.
Autocrazia chiusa: i cittadini non hanno il diritto di scegliere né l’amministratore delegato né il potere legislativo attraverso elezioni multipartitiche.

Giuseppe Troilo-Antonello Quattrocchi FIDCA di Udine

Udine 15 settembre 2026

 

 


venerdì 28 agosto 2026

FIDCA Udine : Ricordi Storici di Daniele Asero Agosto 2026

 L'impegno encomiabile dell'amico    Daniele Asero a non dimenticare i Fratelli Caduti!



                        FIDCA NON DIMENTICA!


Il 26 Agosto 1965, esattamente 61 anni fa, a Sesto Pusteria (Bolzano), la Stazione dei Carabinieri fu vilmente attaccata.

Erano le 21 circa, quando vigliacchi delinquenti esplosero, attraverso una finestra posta al pianterreno della caserma, alcune raffiche di armi automatiche che provocarono la morte di due militari dell'Arma, il Carabiniere Palmerio ARIU, nato a Mogoro (Oristano) nel1939, e il Carabiniere Luigi DE GENNARO, originario di Trani (Bari), classe 1941.

Non dimentichiamo mai il sacrificio di questi martiri, vittime della follia terroristica.
                                                          

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Accadde oggi, 28 agosto 1988:

 

a Ramstein, in Germania, durante l’Airshow Flugtag, si consumò una delle più gravi tragedie aeronautiche mai avvenute in Europa.

 

Nel corso dell’esibizione, tre velivoli delle Frecce Tricolori pilotati dal Capitano Giorgio Alessio (Pony 2), dal Tenente Colonnello Mario Naldini (Pony 1) e dal Tenente Colonnello Ivo Nutarelli (Pony 10), stavano eseguendo la figura acrobatica denominata “Cardioide”, una delle più complesse e spettacolari della pattuglia.

 

Durante la manovra, per cause mai del tutto chiarite, i tre aerei entrarono in collisione.

 

Pony 1 e Pony 2 precipitarono ai lati della pista, avvolti dalle fiamme.

 

Pony 10, ormai fuori controllo, si schiantò sulla folla degli spettatori, causando una strage.

 

Oltre ai tre piloti, persero la vita 67 spettatori, mentre 346 persone rimasero ferite, molte in modo gravissimo.

 

L’impatto, l’incendio e il panico generarono una scena drammatica che segnò profondamente la storia delle manifestazioni aeree.

 

I Tenenti Colonnello Mario Naldini e Ivo Nutarelli erano stati indicati come testimoni chiave nella vicenda della strage di Ustica (1980).

 

Entrambi, infatti, si trovavano in volo la notte dell’abbattimento del DC-9 Itavia e avrebbero dovuto essere ascoltati nuovamente dagli inquirenti.

 

La loro morte a Ramstein alimentò, negli anni successivi, ipotesi e sospetti: secondo alcuni, l’incidente non sarebbe stato un semplice errore di manovra, ma un evento “non casuale”.

 

Tuttavia, l’istruttoria ufficiale concluse che, pur essendo sproporzionato e logisticamente complesso, organizzare un incidente di tale portata per eliminare due testimoni, l’ipotesi non poteva essere considerata del tutto impossibile.

 

La versione ufficiale rimane comunque quella dell’incidente acrobatico, aggravato da una concatenazione di errori e condizioni sfavorevoli.

 




A questi Valorosi vada sempre il nostro rispettoso Ricordo-Mai dimenticare! Antonello Quattrocchi FIDCA UDINE!

lunedì 3 agosto 2026

FIDCA Udine : Ricordi Storici di Daniele Asero.

Grazie all'impegno  di Daniele Asero per non dimenticare, Daniele e' un Bravo Socio FIDCA impegnato anche nei Ricordi e nel Rispetto dei Valori Nazionali!




Ingaggiato combattimento contro un aereo avversario lo abbatteva, ma fu a sua volta colpito e il suo velivolo precipitò al suolo.

 

Capitano Gino Priolo .

Bari, 15 ottobre 1912 – Cielo della Sicilia orientale, 19 luglio 1943.

Medaglia d'oro al valor militare alla memoria .

 

«Ufficiale pilota già dispensato dal servizio aeronavigante per malattia contratta in servizio, che gli procurava la perdita di un occhio, allo scoppio dell’attuale conflitto chiedeva ed otteneva la riammissione al pilotaggio.

Avuto il comando di una squadriglia tuffatori, formata del proprio reparto una agguerrita unità pronta ad ogni ardimento.

In una importante azione di gruppo contro unità navali nemiche, assumeva volontariamente nella formazione una posizione atta a proteggere il proprio comandante ed i gregari.

Effettuato lo sgancio si gettava con precisa cosciente manovra contro un aereo nemico che attaccava un tuffatore della formazione e lo abbatteva.

Attaccato a sua volta da soverchianti forze, sosteneva con indomito coraggio l’impari ‘lotta, finché cadeva sopraffatto nel cielo della battaglia in un alone di gloria imperitura.

Cielo della Sicilia Orientale, 19 luglio 1943.»

 

Nacque a Bari il 15 ottobre 1912.

Dopo aver conseguito la maturità presso il Liceo classico Rinaldini di Ancona, si arruolò nella Regia Aeronautica venendo ammesso a frequentare la Regia Accademia Aeronautica di Caserta il 12 ottobre 1932.

Nominato sottotenente pilota due anni dopo, fu destinato al 14º Stormo Bombardamento Terrestre, venendo promosso tenente nel 1936.

In quello stesso anno fu mandato in Libia, rimanendovi fino al 1938. l'anno successivo fu messo in aspettativa a causa della perdita della vista ad un occhio, dopo un incidente di volo.

Ripresi gli studi, conseguì la laurea in giurisprudenza presso l'università di Palermo nel giugno 1940, all'atto dell'entrata in guerra del Regno d'Italia.

Nel marzo del 1942, dietro sua domanda, fu richiamato in servizio attivo ed inviato presso la Scuola di pilotaggio di Aviano, e poi a frequentare il corso di specializzazione presso il 1º Nucleo di addestramento di assalto.

Promosso capitano fu assegnato al 5º Stormo d'assalto, comandato prima da Nobili e poi dall'asso Giuseppe Cenni, assumendo il comando della 208ª Squadriglia del 101º Gruppo Bombardamento a Tuffo, allora equipaggiata con i cacciabombardieri Reggiane Re.2002 Ariete.

Perse la vita in combattimento il 19 luglio 1943, durante un attacco contro unità navali nemiche.

Ingaggiato combattimento contro un aereo avversario lo abbatteva, ma fu a sua volta colpito e il suo velivolo precipitò al suolo.

Per onorarne il coraggio fu decretata la concessione della Medaglia d'oro al valor militare alla memoria.

Nel settembre 1967 viene intitolato a suo nome il ricostituito 8º Stormo sull'aeroporto di Cervia-Pisignano.

FIDCA NON DIMENTICA!