L'impegno encomiabile dell'amico Daniele Asero a non dimenticare i Fratelli Caduti!
FIDCA NON DIMENTICA!
Il 26 Agosto 1965,
esattamente 61 anni fa, a Sesto Pusteria (Bolzano), la Stazione dei Carabinieri
fu vilmente attaccata.
Erano le 21 circa, quando vigliacchi delinquenti esplosero, attraverso una
finestra posta al pianterreno della caserma, alcune raffiche di armi
automatiche che provocarono la morte di due militari dell'Arma, il Carabiniere
Palmerio ARIU, nato a Mogoro (Oristano) nel1939, e il Carabiniere Luigi DE
GENNARO, originario di Trani (Bari), classe 1941.
Non dimentichiamo mai il sacrificio di questi martiri, vittime della follia
terroristica.
Accadde oggi, 28 agosto 1988:
a Ramstein, in Germania, durante l’Airshow Flugtag, si consumò una delle più gravi tragedie aeronautiche mai avvenute in Europa.
Nel corso dell’esibizione, tre velivoli delle Frecce Tricolori pilotati dal Capitano Giorgio Alessio (Pony 2), dal Tenente Colonnello Mario Naldini (Pony 1) e dal Tenente Colonnello Ivo Nutarelli (Pony 10), stavano eseguendo la figura acrobatica denominata “Cardioide”, una delle più complesse e spettacolari della pattuglia.
Durante la manovra, per cause mai del tutto chiarite, i tre aerei entrarono in collisione.
Pony 1 e Pony 2 precipitarono ai lati della pista, avvolti dalle fiamme.
Pony 10, ormai fuori controllo, si schiantò sulla folla degli spettatori, causando una strage.
Oltre ai tre piloti, persero la vita 67 spettatori, mentre 346 persone rimasero ferite, molte in modo gravissimo.
L’impatto, l’incendio e il panico generarono una scena drammatica che segnò profondamente la storia delle manifestazioni aeree.
I Tenenti Colonnello Mario Naldini e Ivo Nutarelli erano stati indicati come testimoni chiave nella vicenda della strage di Ustica (1980).
Entrambi, infatti, si trovavano in volo la notte dell’abbattimento del DC-9 Itavia e avrebbero dovuto essere ascoltati nuovamente dagli inquirenti.
La loro morte a Ramstein alimentò, negli anni successivi, ipotesi e sospetti: secondo alcuni, l’incidente non sarebbe stato un semplice errore di manovra, ma un evento “non casuale”.
Tuttavia, l’istruttoria ufficiale concluse che, pur essendo sproporzionato e logisticamente complesso, organizzare un incidente di tale portata per eliminare due testimoni, l’ipotesi non poteva essere considerata del tutto impossibile.
La versione ufficiale rimane comunque quella dell’incidente acrobatico, aggravato da una concatenazione di errori e condizioni sfavorevoli.





















