lunedì 31 gennaio 2022

FIDCA Udine : Udine 29 Gennaio 2022-Mostra Pietre d'Inciampo-Ricordati i10 Poliziotti Deportati. Ricordate le vittime.

 Nella giornata del 29 gennaio c.a. e' stata inaugurata a Palazzo Morpurgo in Udine la mostra

 delle Pietre d'Inciampo grazie alla collaborazione sviluppata tra il Comune di Udine,la Questura,

 Polizia di Stato,l'ANPS  in memoria e ricordo di dieci poliziotti di Udine che sono stati deportati nell'anno 1944,

 nove di loro non ritornarono piu',come Mario Savino, vice commissario di polizia a Udine e i suoi colleghi 1944-1945.

La loro Memoria stava scomparendo ora e' ritornata a far si che il Ricordo ed il Sacrificio non si dimentichi.

Sono stati ricordati tutte le Persone decedute nei campi di concentramento e sterminio.

 L'esposizione e' stata curata da Anna Colombi, presenti alla cerimonia inaugurale anche alcuni familiari delle Vittime della ferocia nazista.


RICORDIAMOLI:


-FILIPPO ACCORINTI-TROPEA CZ  1/01/1916

-ALBERTO BABOLINI -TEOLO PD 13/11/1917

-BRUNO BODINI - PONTEBBA UD 5/02/1909

-GIUSEPPE CASCIO - FIUMEDINISI ME 2/08/1908

-MARIO COMINI -UDINE UD  26/10/1916

-ANTONINO D'ANGELO -  CATANIA CT 29/07/1912

-ANSELMI PISANI  - BRINDISI BR 20/06/1912

-MARIO SAVINO - POZZUOLI NA  20/12/1914

-GIUSEPPE SGROI - CATANIA CT 25/01/1910



Roselli e Del Din MOVM


Non dimentichiamo: e' stato ricordato, che gli uffici della  Questura di Udine nell'estate del 1944 furono circondati dalla S.S., molti vennero arrestati alcuni poi liberati dopo  accertamenti ,comunque rimane il fatto della violenza sistematica. Solo una persona riusci' a ritornare.

All'interno delle sale espositive il Ricordo di altre persone come :Elio Morpurgo, Giovan Battista Berghinz, ecc.

L'impegno dell'Anps di Udine guidata dal Presidente Roselli sottolinea l'importanza dell' azione sia culturale e storica che svolge l'Associazione Nazionale della Polizia di Stato. Presenti molte autorità e commoventi sono stati gli interventi di tutti ed anche dei familiari e del Questore e del Prefetto e del presidente ANPS di Udine Giovanni Roselli,presente anche il Sindaco di Udine ed alcuni Consiglieri del Comune di Udine.

La FIDCA- di Udine- Federazione Italiana dei Combattenti Alleati era rappresentata dal presidente dottor Antonello Quattrocchi.

Onori a Tutti i Deportati, MAI DIMENTICARE!

Queste Persone hanno dato la loro vita per la difesa anche della Comunità!














PIETRE D'INCIAMPO POLIZIOTTI A UDINE 


giovedì 27 gennaio 2022

FIDCA Udine: giorno della Memoria : Udine 27 Gennaio 2022-Questura di Udine-Divisione Julia.

 La FIDCA di Udine rappresentata dall'amico Socio e membro del Direttivo Michele VIDON ha presenziato al Ricordo-Giornata della Memoria- assieme all'ANPS di Udine ed in collaborazione alla Questura di Udine alla Commemorazione di nove appartenenti alla Polizia che nel 1944 furono arrestati e deportati nei campi di concentramento nazisti i quali non fecero piu' ritorno in Patria. E' stata officiata una Santa Messa per il Ricordo e nel Tempio Ossario di Udine poi è stata posta una corona d'alloro all'interno della Questura.

Le commemorazioni continueranno anche sabato 29 Gennaio c.a. e sara' inaugurata una mostra dedicata ai Deportati della Polizia presso palazzo Morpurgo e sara' aperta il g 26 alle ore 11,00  fino al 27 Febbraio.

La FIDCA non dimentica e vuole mantenere sempre vivo il Ricordo portando il proprio contributo fattivo sia di presenza che  di Rispetto.








Vidon Michele Rispetto al  Monumento a Ricordo dei Deportati della Polizia



Nella stessa giornata gli amici FIDCA Vidon e Quattrocchi hanno voluto ringraziare gli amici dell'Anps per questo importante momento del Ricordo e salutare il Presidente ANPS di Udine Giovanni Roselli.

Questa importante ricorrenza svolta dall'ANPS di Udine con l'impegno serio e costante svolto in primis dal Presidente Giovanni Roselli sottolinea il Valore del Ricordo ed il Rispetto ed il NON DIMENTICARE!
 
Sede ANPS Udine -Cossetini e Vidon


Nella stessa Giornata la Fidca di Udine ha reso Omaggio al valore dei Caduti della Divisione Julia in Russia.


Vidon FIDCA Udine Omaggio ai Caduti della Julia.



Importanti sono i contributi che la FIDCA di Udine porta a conoscenza: quali:

la FIDCA di Udine e' iscritta alla Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia.

Giorno della Memoria, la vicinanza dell’Anvgd alla Comunità Ebraica

 

A nome di tutti i dirigenti, i soci e gli aderenti all’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, esprimo la nostra fraterna vicinanza alla Comunità ebraica romana ed italiana in occasione della Giornata della Memoria.

La comunità giuliano-dalmata, che piange vittime innocenti e la perdita della propria patria, è ben consapevole della necessità di tramandare la conoscenza informata e obiettiva dei tragici e nefasti avvenimenti del secolo scorso.

La Comunità ebraica dell’Adriatico orientale è, inoltre, legata al popolo della diaspora adriatica dalla scelta per l’italianità compiuta in epoca risorgimentale, oltraggiata poi però dalla proclamazione delle leggi razziali proprio a Trieste, città simbolo dell’irredentismo e sede di una delle più importanti comunità ebraiche in Italia.

Chi dimentica l’orrore della Shoah e dei crimini contro l’umanità non solo offende le vittime, ma ne facilità il ripetersi: noi di sicuro non dimentichemo.

 

Donatella Schürzel

Presidente del Comitato provinciale di Roma e Vicepresidente nazionale dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia Via Fratelli Reiss Romoli, 19 - 00143 Roma - info@anvgd.it

 

http://www.anvgd.it/giorno-della-memoria-la-vicinanza-dellanvgd-alla-comunita-ebraica/


Importante e commovente il contributo dell'amico Luca Asero referente FIDCA Provincia di Pordenone:

La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah lo sterminio del popolo ebraico. Sappiamo che questo orrore colpì non solo gli ebrei e persone non di etnia “ariana”, ma anche 70.000 persone con disabilità come descritto dal programma Aktion T4. Il piano ne prevedeva lo sterminio ma anche una serie di pratiche perpetrate in ospedali e istituti, che prevedevano la soppressione di bambini alla nascita perché affetti da menomazioni, come pure l'uccisione di individui con disabilità psichica e sociale, prima sterilizzati e poi finiti con il gas. Anche l'utilizzo di persone con particolari patologie o abilità come cavie umane era una delle pratiche in questo terribile piano che distingueva tra degni e indegni di vivere, guidato dalla folle idea di una purificazione della razza, che portò a obbligare per legge la sterilizzazione forzata di malati mentali, epilettici, ciechi, sordi.Tutti coloro che non erano nei canoni della razza ariana erano sterminati, mutilati, seviziati, usati come cavie da laboratorio senza nessun indugio su età o sesso.

Aprendo quei cancelli è finito tutto… o forse no. 

Ancora oggi si parla di razzismo, sessismo, omofobia, e discriminazione di ogni genere dove l’ inclusione è ancora un obiettivo.

Fino a 50 anni fa i bambini con varie forme di Disabilità come l’autismo venivano rinchiusi in ospedali psichiatrici, dove subivano le peggiori torture che all’epoca venivano considerati “ atti medici” o “ cure”. Ne siamo realmente fuori?

 

Ancora oggi migliaia di famiglie lottano per l’inclusione dei loro figli, perché essi giochino con gli altri bambini, studino nelle stesse scuole e facciano attività con tutti gli altri. Ancora oggi non è possibile perché spesso ci si nasconde dietro la mancanza di fondi, risorse o personale, quando è sempre più spesso una mancanza di conoscenza e volontà. 

Eppure famiglie come la mia dimostrano, che nonostante le gravità, anche bambini con varie forme si disabilità possono non solo fare quello che fanno i loro coetanei , ma possono addirittura insegnare agli altri le loro particolari abilità.

Nonostante ciò , viviamo ancora in un mondo dove stato sociale, colore della pelle , genere, e abilità al di fuori dagli standard, determinano cosa una persona possa o non possa aspirare a fare. 

Noi crediamo però nel futuro, e nel grande cuore di persone meravigliose, e grazie ai miei figli e alla loro resilienza e sguardo innocente impariamo che la vita è fatta di attimi preziosi, di genuina bontà dove non importa la forma ma solo la sostanza, dove il colore della pelle, il genere, o qualsiasi altra differenza , rendono il mondo solo più bello e vario e soprattutto dove ogni singola differenza insieme crea un grande dipinto pieno di tutti i colori dell’arcobaleno. 

Io voglio crederci e per questo grande dipinto,noi combattiamo! 

Grazie a chi sta combattendo al nostro fianco, in ogni modo, in ogni ruolo! 

Combattere sempre, arrendersi MAI!! 

Questo messaggio è dedicato :

1.a tutte le famiglie che combattono per l'inclusione 2. A tutti coloro che vengono trattati diversamente perché non rispondono ai canoni di questa società malata 3. A tutti coloro che stanno facendo la differenza con grandi azioni ma anche con piccoli gesti di quotidianità

 

Questo messaggio è per tutti coloro che amiamo e che come dice Derek VINCETE LA PAURA BASTA LACRIME CE LA POTETE FARE COMBATTERE SEMPRE ARRENDERSI MAI

 

  


Grazie anche all'amico Fabio Galimberti rifondatore della Sezione FIDCA di Udine,ieri 26 gennaio Nikolajewka oggi la Giornata della Memoria un filo comune ci lega.
NON DIMENTICHIAMO!


ONORE A TUTTI I CADUTI ED AI DEPORTATI !

domenica 16 gennaio 2022

FIDCA Udine: onori ai Caduti in Val Di Resia-Ud-16gennaio 2022

 Il g.16/01/2022 l'amico e socio Stefano Cagnato ha percorso una serie di tratte compiute dai Soldati Italiani nel corso della Prima Guerra Mondiale e porgere un Ricordo al Sacrificio Umano di allora e ricordate i Caduti. La FIDCA non Dimentica!












Stefano Cagnato -Bandiera FIDCA










da  :http://www.comune.resia.ud.it/index.php?id=1427


"- nel 1797 col trattato di Campoformido viene decretata la fine della Repubblica di Venezia ed il Friuli, e quindi Resia, passano sotto il dominio austriaco;
- Resia viene annessa al Regno d'Italia nel 1866 con il Friuli (fino a Pontebba);
- il periodo risorgimentale si conclude con il 1° conflitto mondiale, Resia viene a trovarsi nel teatro delle operazioni belliche. Con la "disfatta di Caporetto" la maggioranza della popolazione di Resia lascia la valle e trova rifugio in diverse regioni d'Italia. Il disastro italiano comportò l'esodo di oltre 1 milione di profughi e la perdita di ingenti quantità di uomini e materiali.
- la ritirata delle truppe italiane a Resia avviene in modo cruento. Infatti, si verificano combattimenti sul monte Guarda, a Sella Carnizza e S. Giorgio;
- il 1918 segna la fine del conflitto. Segue, quindi, il rientro dei profughi con il difficile e non breve periodo della ricostruzione."