venerdì 18 settembre 2026

FIDCA Udine: Open Day 5-6 Settembre 2026 Tricesimo.




 La Fidca di Udine Presente all'Open Day di Tricesimo con Quattrocchi Antonello, Valter Bortolotti, Anna Cagnin, Antonio Pipere, Diego Cagnin ed altri amici simpatizzanti a rendere visita a tutte le persone che hanno collaborato alla realizzazione di questo importante avvenimento annuale.Uno sforzo storico anche di restaurazione di mezzi militari e della lora manutenzione e del Ricordo,



 FIDCA NON DIMENTICA!

mercoledì 16 settembre 2026

FIDCA Udine : 15/09/2026 Università di Udine- Club UNESCO di Udine-Giornata Mondiale della Democrazia



Continua l'azione culturale della FIDCA di Udine,come accettato dall'Assemblea Generale degli Iscritti,

oltre le attività di azione umanitaria e di solidarietà svolte sempre nell'ottica del rispetto e della condivisione dei Valori Nazionali assieme alle tante presenze celebrative.

Di seguito la relazione svolta dagli amici  e Soci FIDCA : Giuseppe Troilo ed Antonello Quattrocchi alla presenza della dottoressa Renata Capria d'Aronco Presidente del Club per l'UNESCO di Udine,fra l'altro Socia Onoraria della Sezione FIDCA di Udine, a Lei vada il nostro ringraziamento per gli importanti Valori a cui si dedica!

Relazione FIDCA di Udine :

DEMOCRAZIA NEL MONDO

·         avvalendoci di di un articolo pubblicato di recente dalla giornalista RENATA ALLEGRI sul settimanale PIAZZA LEVANTE .

·         Lunedì 20 gennaio il mondo ha assistito all’Inauguratione Day e ascoltato il secondo discorso di insediamento di Donald Trump. Inevitabile per molti l’occasione di interrogarsi sul significato di democrazia: come definirla, di quanti tipi può esistere e, soprattutto, come misurarla? In questo articolo si propone una sintesi, estratta principalmente dalle indagini dell’agenzia svedese V-Dem, con un dataset che include oltre 60 indici e 500 indicatori e che ha un approccio unico per concettualizzare e misurare la democrazia, ponendo distinzioni tra i suoi molteplici principi fondamentali: elettorale, liberale, maggioritario, consensuale, partecipativo, deliberativo ed egualitario..

·         Una riflessione geopolitica
L’anno 2024, appena concluso, è stato caratterizzato da molti eventi e fenomeni globali degni di riflessioni geopolitiche e geostoriche. In attesa dell’elaborazione del planisfero tematico da aggiungere a quelli sotto presentati che si fermano al 2023 e che rappresentano la presenza della democrazia nel mondo in diversi momenti storici, si propone qui di seguito una sintesi di un evento che, fra i tanti, forse è il più appariscente nella vita di una democrazia: l’anno appena concluso è stato quello con più elezioni di sempre. Più di quattro miliardi di persone, oltre la metà della popolazione mondiale, sono state chiamate a esprimere il proprio voto, ovvero una scelta compiuta per un libero atto della volontà politica individuale. Nel 2024 hanno votato gli elettori di oltre 20 Paesi d’Europa, 16 in Africa, 11 in America, 11 in Asia, 4 in Oceania (compresa l’Australia, al voto in tre dei suoi Stati). Nella maggior parte dei Paesi, si è trattato di elezioni generali, per rinnovare le assemblee legislative o il presidente o entrambi, ma sono state indette anche molte elezioni locali. L’affluenza alle elezioni della popolazione mondiale non rappresenta necessariamente un’esplosione della democrazia perché l’elenco che ha visto coinvolti 76 Paesi in cui tutti gli elettori avevano la possibilità di esprimere il proprio voto, secondo le valutazioni dell’EIU (Economist Intelligence Unit), ne conta ben 28 che non soddisfano le condizioni essenziali per un voto democratico. In questi Paesi le elezioni non sono libere e regolari e molti altri prerequisiti della democrazia, come la libertà di parola e di associazione, sono assenti: le votazioni controverse in Bangladesh (120 milioni di elettori), in Venezuela (12 mil.), dove sono tuttora contestatissime e in Russia (85 mil.) non hanno portato a un cambiamento di regime, mentre in Pakistan (43 mil. di votanti) e in Messico (58 mil.), entrambi i paesi con regimi ibridi che combinano elementi di democrazia e autoritarismo, si è verificata una sorprendente vittoria di candidati indipendenti. 

·         In Europa, oltre al Parlamento europeo (360 ml. di elettori), si sono rinnovati anche quelli di Austria, Belgio, Croazia, Lituania, Portogallo e Romania; nuovi presidenti sono stati eletti in Croazia, Finlandia, Lituania, Romania e Slovacchia. Nell’ Est Europa le elezioni erano programmate in Azerbaigian (presidenziali con 5 mil.), Bielorussia (parlamentari con 3 mil.), Georgia (entrambe con 1.5 mil.), Moldavia (presidenziali 1,7 mil.), Nord Macedonia (entrambe con 800.000 elettori) e, come già detto, in Russia (85 mil. di elettori per presidenziali e regionali); al voto locale anche il Regno Unito (20 mil.), mentre l’Islanda ha visto in giugno le elezioni presidenziali (110.000 elettori).

·         Per quanto riguarda la tormentata Ucraina, il presidente in carica Volodymyr Zelensky ha rinunciato a indirle a causa della legge marziale vigente che da ormai quasi due anni le vieta: un’elezione svolta mentre vaste aree del Paese sono sotto occupazione straniera e milioni di ucraini sono sfollati dalle loro case, non potrebbe mai essere veramente libera o equa.

·         Tutti sono a conoscenza delle recenti elezioni negli Stati Uniti (156 mil. di elettori), svolte il 5 novembre scorso, per rinnovare l’intera Camera dei Rappresentanti e un terzo del Senato. La seconda sfida fra il presidente uscente Joe Biden e il suo predecessore Donald Trump, con l’archiviazione dell’accusa per avere contestato la vittoria di Biden nel 2020 e aver sobillato i suoi sostenitori più estremi il 6 gennaio 2021, quando110.000 elettori invasero Capitol Hill per ostacolare l’insediamento dei nuovi eletti al Congresso, è stata vinta da quest’ultimo.

·         In Asia, di particolare interesse è stata, il 13 gennaio, l’elezione a Taiwan, dove l’ascesa al potere di Lai Chig-te è avvenuta, in questa delicata parte dell’Estremo Oriente, in un contesto di tensione regionale particolarmente prolungato. Per l’isola si potrebbero infatti rimodulare le relazioni con la Cina in un momento critico per il Paese, abitato da solo 24 milioni di persone, ma leader mondiale nella fabbricazione di microchip. Il Partito democratico progressista, pro-indipendenza, secondo i sondaggi manterrà il controllo della presidenza e del parlamento. Si è votato anche in Mongolia (2 mil. di persone) e in Iran (61 mil. di persone), uno dei Paesi meno democratici, che ha visto la vittoria del riformista Massoud Pezeshkian, che alimenta speranze di cambiamento, seppur graduali. Elezioni problematiche si sono svolte anche in molti dei 16 Paesi africani che sono stati chiamati alle urne durante l’anno: dal Senegal (4 mil.) che si apre a qualche aspettativa, non condivisa però dalle donne perché escluse dal governo, all’Algeria (9.5 mil.), che ha eletto, con un processo elettorale discusso, il nuovo presidente, alle contestate del Mozambico (6.5 mil.), a quelle generali del Sud Africa (13 mil.), che ha visto per la prima volta, dalla fine dell’apartheid nel 1994, la sconfitta numerica dell’African National Congress (ANC) lo storico partito, ormai corrotto, di Nelson Mandela.

il V-Dem Institute ha organizzato i dati
Aggregando vari indici e analizzandoli secondo una metodologia da loro sviluppata, i ricercatori hanno classificato i paesi in quattro categorie:
Democrazia liberalei cittadini organizzati in questa forma di governo hanno il diritto di partecipare a elezioni multipartitiche libere ed eque. Sono garantiti lo Stato di diritto, l’accesso alla giustizia, la trasparenza dell’applicazione della legge, i principi liberali di rispetto delle libertà individuali e la separazione dei poteri.
Democrazia elettorale: i cittadini hanno il diritto di partecipare a elezioni multipartitiche libere ed eque. Ma non tutte le condizioni sopra descritte nel contesto di una democrazia liberale sono garantite.
Autocrazia elettoralei cittadini hanno il diritto di scegliere l’amministratore delegato e il parlamento attraverso elezioni multipartitiche. Ma senza effettivamente beneficiare delle libertà di associazione o di espressione che garantiscono elezioni libere ed eque.
Autocrazia chiusa: i cittadini non hanno il diritto di scegliere né l’amministratore delegato né il potere legislativo attraverso elezioni multipartitiche.

Giuseppe Troilo-Antonello Quattrocchi FIDCA di Udine

Udine 15 settembre 2026