lunedì 27 aprile 2026

FIDCA Udine : Celebriamo il 25 Aprile senza dimenticare le sofferenze di giuliani, fiumani e dalmati - ANVGD

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Il 25 aprile 1945 l’avanzata degli Alleati e l’insurrezione generale del CLNAI consentirono a milioni di italiani di festeggiare la conclusione del conflitto, la fine dell’occupazione nazista, il crollo definitivo del fascismo e l’inizio del cammino che avrebbe portato ad una nuova Italia, libera e democratica.

Per abbattere il nazismo gli Alleati avevano però unito le forze con l’Unione Sovietica, un altro regime totalitario con cui fu necessario scendere a patti per definire i nuovi assetti dell’Europa. L’ideologia comunista aveva animato pure la resistenza jugoslava, il cui leader Tito aveva recepito anche le rivendicazioni di sloveni e croati nei confronti delle province del confine orientale italiano, in cui vi erano presenze di comunità slave. Anche grossi centri urbani come Trieste, Gorizia, Pola, Fiume e Zara e tutta la fascia costiera istriana in cui gli italiani autoctoni rappresentavano la maggioranza della popolazione rientravano nelle rivendicazioni della rinascente Jugoslavia. Già Zara nell’autunno 1944 aveva sperimentato il terrore della “liberazione” jugoslava, dopo i devastanti bombardamenti che avevano indotto la maggioranza degli zaratini a esodare con il conflitto ancora in corso. Epurazione politica degli oppositori dell’annessione alla Jugoslavia, fascisti o antifascisti che fossero: deportazioni, fucilazioni, prigionieri affogati con una pietra legata al collo nel mare Adriatico, le “foibe azzurre”.

La Venezia Giulia nell’aprile 1945 rappresentava la retrovia indispensabile per la ritirata tedesca dall’Italia e dai Balcani, quindi appena il 30 aprile 1945 il Comitato di Liberazione Nazionale di Trieste guidato da Don Marzari scatenò l’insurrezione che ebbe la meglio sulle forze di occupazione germaniche. L’indomani però non fu possibile festeggiare la libertà sventolando il Tricolore, perché giunsero in città le avanguardie jugoslave che iniziarono una nuova occupazione.


Volontari della Libertà in azione in Piazza Goldoni a Trieste il 30 aprile 1945 – Foto: Corpo Volontari della Libertà

Volontari della Libertà in azione in Piazza Goldoni a Trieste il 30 aprile 1945 – Foto: Corpo Volontari della Libertà
Dopo aver sperimentato il totalitarismo nazista, che ebbe nella Risiera di San Sabba l’epicentro del suo operato criminale, la Venezia Giulia sperimentò una nuova occupazione straniera, nel segno del totalitarismo comunista. Ancora una volta le foibe in cui scaraventare le vittime della repressione, spesso ancora vive, ma anche campi di concentramento e fucilazioni nel corso di estenuanti marce forzate. Quel che ebbe inizio a Trieste il primo maggio riguardò poi anche il resto della regione contesa e comportò la scomparsa di migliaia di italiani: non solo fascisti vennero eliminati dai comunisti jugoslavi fiancheggiati dai compagni italiani, ma anche chi il fascismo lo aveva combattuto o ne era stato perseguitato, vertici del CLN goriziano ed autonomisti fiumani compresi. Alle malghe di Porzus a inizio febbraio 1945 la stessa logica aveva portato all’eliminazione dei vertici della brigata partigiana di ispirazione patriottica Osoppo, contraria all’espansionismo jugoslavo.

Il successivo 12 giugno ci fu finalmente una liberazione contraddistinta dall’entrata degli Alleati a Trieste, Gorizia e Pola in un tripudio di tricolori e di canti patriottici, ma il resto dell’Istria e Fiume rimasero al di là della Linea Morgan, nel terrore rappresentato dalla Jugoslavia che andava consolidando le sue istituzioni e portando avanti stravolgimenti sociali, economici ed istituzionali in località che appartenevano ancora all’Italia.

Celebriamo il 25 aprile come festa nazionale di libertà, democrazia, indipendenza e liberazione dal totalitarismo nazista, ma non dimentichiamo gli italiani che nella primavera 1945 soffrirono ancora dittatura, oppressione e stragi per colpa del totalitarismo comunista.


Bruna Zuccolin Socia FIDCA Udine





FIDCA NON DIMENTICA

 



dott.ssa Bruna Zuccolin

Presidente del Comitato Provinciale di Udine A.N.V.G.D.
Consigliere Nazionale A.N.V.G.D.
Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia
E-mail personale: bruna.zuccolin@gmail.com 

E-mail Associazione anvgd.udine@gmail.com 

Tel. +39 345 7915627

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