sabato 3 novembre 2018

Monumento ai caduti delle Fiamme Gialle - UDINE




Il giorno 2 Novembre 2018 , al Parco della Rimembranza di Udine, alla presenza del Comandante regionale, generale Giuseppe Bottillo, e delle principali autorità cittadine, le Fiamme gialle del Comando provinciale di Udine e l’Associazione finanzieri in congedo hanno inaugurato il Monumento in memoria dei Caduti della Guardia di Finanza.Alla Cerimonia ha partecipato la F.I.D.C.A. di Udine con gli amici Antonello Quattrocchi,Michele Vidon, Stefania Zampieri,Walter Bortolotti,Enrico Chiucolo.Al nostro fianco,l’UNUCI di Cervignano del Friuli, il Corpo Militare della CRI di Udine.

L’iniziativa, nata dall’idea della Sezione Anfi cittadina per celebrare la ricorrenza del 90° anniversario della sua fondazione, ha portato alla realizzazione, con il sostegno dell’Amministrazione comunale, dell’opera, affidata al maestro Elisio D’Ambrosio di Gonars, noto artista friulano; si tratta da un unico blocco di pietra piacentina che porta i simboli della Guardia di Finanza: la Fiamma e il Grifone alato a custodia delle casse dello stato.



Nel retro è scolpito il cappello alpino, che rinvia alle origini del servizio del Corpo, la vigilanza sulle frontiere di montagna, e che oggi è uno dei segni distintivi dell’Associazione nazionale Finanzieri d’Italia. Al centro, la Croce di Costantino, ad attestare l’appartenenza a questa terra, la “Piccola Patria”, che pone le sue radici nella romanità e nella cristianità di Aquileia.

La cerimonia è stata anche l’occasione per dare una più opportuna collocazione a un altro elemento a ricordo dei Caduti del Corpo: la lapide dedicata ai Martiri del ‘45, posata all’incrocio tra via Buttrio e via Pradamano, in Udine, alle spalle dell’area ferroviaria della città, in memoria di un pugno di Finanzieri che nella primavera del 1945, a pochi giorni dalla fine del Secondo Conflitto Mondiale, vennero prelevati da partigiani slavi e condotti sulle pendici di Attimis e Canebola, dove furono barbaramente trucidati.Fatti storici  che la Societa’ civile non deve dimenticare. Nel 2012 alla memoria di ciascuno dei nove finanzieri, il Presidente della Repubblica ha concesso la Medaglia di Bronzo al Merito Civile.


Alla cerimonia inaugurale hanno partecipato diverse  Associazioni: l’ANPS di Udine, lì Associazione Carabinieri,l’ANA, L’ IPA.-International Police Association-,tutte le sezioni del Friuli dell’ANFI.Il presidente dell’Associazione ANFI di Udine-Antonino Fiocco ha relazionato su come si e’ sviluppata l’idea del Monumento e la storia della sua realizzazione con impegno e sacrificio sia dei Soci locali che della Presidenza nazionale ANFI.

testi a cura del dott. Antonello Quattrocchi

martedì 23 ottobre 2018

Cav. Uff. Giuseppe Simonetta

TORONTO - Quando si ha la fortuna di incontrare qualcuno che ha fatto della propria esistenza un esempio di dedizione e fratellanza, non si può fare altro che soffermarsi e ascoltarlo con l’ammirazione che merita. 
Con l’auspicio che ognuno di voi possa trarne lo stesso piacere, voglio parlarvi dell’ex Carabiniere, Cavaliere Ufficiale Giuseppe Simonetta, uno dei maggiori protagonisti della Comunità Italiana di Toronto il cui incontro ha reso indubbiamente più ricca la mia esperienza in Canada. 
La sua è una di quelle storie che, incrociandosi con la storia degli altri ne ha assorbito un po’ l’essenza. Una di quelle storie che conserva visibilmente l’orma di chi l’ha attraversata, l’impronta di centinaia di immigrati italiani che, come lui, hanno contribuito a costruire la meravigliosa città da cui scrivo: Toronto. 
Prima ancora di conoscere la sua vita, ciò che a primo impatto colpisce di questo uomo è il suo aspetto, così distinto e minuziosamente curato da nascondere facilmente buona parte dei suoi 88 anni e che si accorda, non comunemente, con la gentilezza e la cortesia dei suoi modi d’altri tempi.
L’arruolamento del Cavaliere nella Benemerita risale al 1946, esattamente nel pieno di un difficile dopoguerra in cui, come lo stesso racconta ai nostri microfoni, l’Italia era immersa in un mare di disordine e criminalità.
Ancora diciassettenne, la sua esperienza nell’Arma ebbe inizio nella Scuola Allievi di Roma per poi essere trasferito alla Legione Territoriale dei Carabinieri di Milano. Nonostante la giovane età fu impegnato spesso nei servizi di scorta di politici come Alcide De Gasperi, Palmiro Togliatti e il Primo Presidente dell’allora nascente Repubblica, Enrico De Nicola.
 Il Cavaliere fu uno delle prime nuove reclute successive alla sconfitta che aveva cambiato profondamente l’immagine del nostro Paese. Dal suo racconto emergono le difficoltà affrontate per riorganizzare l’Arma dopo lo smembramento subito, ricoprendo, in pochi, i posti lasciati vacanti da molti Carabinieri, tra cui molti caduti in guerra, altri dispersi, altri ancora prigionieri, mentre un consistente gruppo aveva volontariamente lasciato l’Arma in seguito alla disfatta della Casa Savoia per dimostrarne la propria dedizione. 
Confessa, con voce nostalgica che non nasconde quel briciolo di amarezza: “I giovani non lo sanno e non possono comprenderne l’umiliazione, ma a guerra persa, L’Arma, come l’Italia tutta, erano sotto il comando 
degli Alleati. I mezzi che usavamo, persino le uniformi, appartenevano a loro e avevamo bisogno del permesso degli inglese anche per mettere la benzina nelle auto di servizio. Per un lungo periodo i Carabinieri non hanno avuto un proprio equipaggiamento, non si usava la “Grande uniforme”, o almeno, succedeva raramente. Eravamo costretti a indossare vecchie divise militari abbandonate dagli alleati in ripostigli pieni di tarli e insetti. Era davvero umiliante. Solo dopo qualche anno l’Arma ha recuperato un po’ di autonomia, ma pur sempre sotto un Comando ‘controllato’».
La sua avventura nell’Arma è finita nel 1954, quando per amore decise di raggiungere la moglie, emigrata a  Timmins con alcuni familiari e in attesa del loro primo figlio. 
Il nome del Cavaliere Simonetta è oggi collegato alla famosa Processione del Cristo Morto del Venerdì Santo, la quale, iniziata nel 1962, è oggi la più grande manifestazione religiosa del Nord America.
L’evento si ripete puntualmente ogni anno proprio nel cuore della città di Toronto, precisamente nella zona chiamata “Little Italy”. 
Non a caso, questo caratteristico quartiere è doppiamente legato al Cavaliere Simonetta, perché fu proprio per interessamento dello stesso, il quale si adoperò in una cospicua raccolta di firme tra la comunità italiana di Toronto, se nel 1984 fu posta una targa tricolore su una lunga tratta di College Street come riconoscimento per i duri sacrifici affrontati dagli italiani per lo sviluppo di questo Paese. 
Nominato “Cavaliere” al Merito della Repubblica Italiana nel 1987 e successivamente “Cavaliere Ufficiale” nel 1997, ciò che ha contraddistinto la vita di quest’uomo è senz’altro la costante e totale dedizione verso la comunità Italo-Canadese che lo accompagna ancora oggi, a 86 anni, e me lo fa ritrovare nel suo ufficio di College Street, impegnato a ricoprire tutti gli incarichi che custodisce con orgoglio: Direttore del Patronato IPAS-ANCOL al servizio della comunità italiana; notaio pubblico; Rappresentante dell’ANFE, Associazione Nazionale Famiglie Emigrati; Segretario Generale per il Canada della F.I.D.I.C.A., Federazione Ex Combattenti Alleati; Membro dell’Associazione Polizia Internazionale del Canada; Commissioner Municipality di Toronto con delega della firma legale dei documenti; Nominato Corrispondente Consolare dal Console Generale d’Italia in Toronto. 
Profondamente grata nei confronti del Cavaliere Simonetta per avermi lasciato scrutare nel suo pesante e prezioso bagaglio di vita, colgo l’occasione per ringraziarlo ancora sulle pagine del nostro giornale e per augurargli una continua quanto cospicua raccolta dei frutti seminati nel suo sacrificato cammino. 
D.ssa Catia RIZZO

Ricorrenza della Battaglia Di Caporetto

La FIDCA di Udine ha partecipato alla Ricorrenza della  Battaglia Di Caporetto, ora Kobarid in Slovenia, in data 20 ottobre 2018 ed alla Commemorazione dei Caduti nella Prima Guerra Mondiale, ed un omaggio ai Caduti nel vicino Cimitero Sloveno.




La FIDCA di Udine era affiancata dalla Presidenza Nazionale dei Cacciatori delle Alpi, dall’UNUCI di Cervignano, presenti erano Alte Autorità Italiane e Slovene, la manifestazione coordinata da Onor Caduti del Ministero della Difesa della Repubblica Italiana si e’ svolta con solennità e pronta partecipazione di tutte le Associazioni Combattentistice: ANFI, Ass.ne ARMA DEI CARABINIERI, Ass.ne Artiglieri, ANA, ecc..

Presenti  inoltre Console di Italia in Slovenia e Console di Slovenia in Italia,Onor Caduti, Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Polizia locale italiana e slovena, ecc.



Hanno rappresentato la FIDCA i sigg.ri Quattrocchi Antonello e Walter Bortolotti con Bandiera e hanno portato i saluti del presidente nazionale cav Eugenio Montalto.

L’Ossario, in cui sono raccolte circa 7.000 salme, è situato sul colle S. Antonio che si eleva sulla conca di Caporetto (Kobarid in sloveno), nella Slovenia occidentale, al confine con l'Italia.

La battaglia di Caporetto venne combattuta durante la Grande Guerra tra il Regio Esercito italiano e le forze austro-ungariche e tedesche.


Nella sera la FIDCA di Udine ha anche partecipato con forte presenza e Bandiera Associativa scortata da Quattrocchi Antonello e Walter Bortolotti ed affiancata dall’Unuci di Cervignano del Friuli, dalla Presidenza Nazionale dei Cacciatori delle Alpi-Cav Verdino Vincenzo, dal Responsabile degli Ordini Dinastici in Friuli Venezia Giulia comm. Alessandro Berghinz, da una rappresentanza del Corpo Militare della CRI di Udine: sergente maggiore Luca Braida, da rappresentanti dell’UNIRR sez. Friulana Reduci di Russia; al Ricordo della ritirata di Russia con la proiezione del Documentario: Russia: lungo la strada del ritorno, cronache della staffetta commemorativa dalla Russia all’Italia nel 75° anniversario della ritirata a cura della Associazione “Tracce di memoria” di Isola Vicentina-VI nella cittadina di Martignacco presso Villa Italia gia’ sede del Comando Militare Italiano nella Prima Guerra Mondiale. Con la partecipazione del Gruppo ANA di Ceresetto-Torreano (Ud) in memoria di Enrico Pascoletti, nato  a Martignacco e disperso a Nicolajewka..

Agli organizzatori dell’Incontro storico-culturale sono stati portati i saluti del Nostro Presidente Nazionale Cav. Eugenio Montalto.

testi a cura di 
Antonello Quattrocchi

martedì 16 ottobre 2018

Ricordo del 55 °dalla tragedia del Vajont



ll giorno 9 ottobre 2018 la FIDCA di Udine ha partecipato alle manifestazioni a ricordo del disastro del Vajont,con la Sua presenza la FIDCA ha voluto sottolineare

L’importanza del ricordo e della solidarietà e soprattutto di non dimenticare il fatto accaduto 55 anni fa dove persero la vita Più di 1900 e meno di 2000 persone, secondo le stime più attendibili,: 1909. Di certo quella del Vajont è stata una delle tragedie più gravi nella storia del nostro Paese.




A fianco della rappresentanza FIDCA di Udine,Quattrocchi Antonello e Valter Bortolotti, c’era la Associazione nazionale carabinieri, il Corpo Militare CRI di Udine e Pordenone, l’UNUCI sezione di Cervignano del Friuli,le Infermiere Volontarie di Pordenone.La Sindaca ha fatto presente ed ha sottolineato la Nostra presenza ufficialmente.

La sera del 9 ottobre 1963, alle ore 22 e 39, dal Monte Toc si stacca una frana che non può lasciare scampo: oltre due chilometri quadrati di montagna si riversano nell’invaso, 260 milioni di metri cubi di terra si tuffano nel bacino con una velocità superiore ai 20 metri al secondo.La Diga resiste; ma l’ondata che si crea nel giro di pochi secondi scavalca il bordo, si getta nella valle e prosegue la sua corsa fino a fondo valle. Decine e decine di milioni di metri cubi d’acqua distruggono tutto quello che incontrano, annullano Longarone e persone.Non dimentichiamo comunque le persone che lavoravano a turno di presidio nella diga.

Saltano i collegamenti telefonici ed elettrici e telegrafici, muoiono animali e vengono distrutti moltissimi campi agricoli,tutto coperto da fango.

Vogliamo anche ricordare i preavvisi: il g 4 novembre 1960 la montagna aveva gia’ mandato segnali poco rassicuranti ed  aveva creato il panico nei paesi della valle. Circa 700 mila metri cubi, finiti nelle acque senza fare danno alcuno.

La FIDCA con la sua presenza esprime massima vicinanza ai superstiti ma nello stesso momento un invito ai giovani a non dimenticare.

Cav.dott.Antonello Quattrocchi
Udine 12 ottobre 2018

mercoledì 26 settembre 2018

Nuova Sezione in Campania - FIDCA Caserta



Il 3 agosto 2018 la Sezione di Caserta della F.I.D.C.A., attraverso il presidente di sezione dott. Angelo Tartaglione ed il vice-presidente dott. Dario D'Errico, ha consegnato al sig. Francesco De Luca, responsabile della Caritas di Caserta, presidi sanitari per disabili.
Un notevole contributo (circa 1000 pannolini, richiestissimi sin dal momento della consegna) alle attività della Caritas casertana, che con le sue opere di assistenza fornisce un importante sostegno alle persone in difficoltà.




Con questa prima, lodevole iniziativa, la FIDCA si presenta anche a Caserta e fa conoscere i suoi principi ed intenti: scopo principale della FIDCA, infatti, è l’internazionalizzazione dei Valori Combattentistici, intesi come strumento di pace e di collaborazione tra i popoli. In questa ottica, i principi di generosità ed altruismo sono valori fondanti della Federazione, che ben si coniugano coi principi di carità e promozione della pace e della giustizia sociale in favore degli ultimi, promossi dall'organismo pastorale.
L'iniziativa benefica, di grande utilità sociale, porta con sé l'auspicio che questa sia solo la prima di una lunga serie di collaborazioni.

lunedì 24 settembre 2018

16°Raduno dei Cacciatori delle Alpi - FIDCA Udine



Il 15 e 16 settembre 2018 ad Attimis ed a Cividale del Friuli si è svolto il 16 ° Raduno dei Cacciatori delle Alpi.

Si commemorano:
1) il 159° Anniversario della Costituzione dei Cacciatori delle Alpi,
2) il 106° Anniversario della Battaglia di Sidi Bilal in Libia del 20 settembre 1912 Medaglia d’oro al Valor Militare, 3) La Festa del Corpo del 52° “Alpi”,
4) la 54° Ricorrenza dell’Insediamento del 52°Fanteria “Alpi “ in Friuli al presidio delle opere fortificate a difesa del Confine Orientale.

La FIDCA di Udine ha partecipato anche alla Conferenza su : La Grande Guerra compimento della Nuova Italia -  svoltasi presso la Sala del Consiglio Comunale di Cividale del Friuli, tenuta dal Prof. Franco Tamassia -Direttore dell’Istituto di Studi Internazionale “Giuseppe Garibaldi”- e dal Prof. Marco Chinaglia - Presidente dell’Associazione Amici di Garibaldi di Lendinara di Rovigo con la presenza del Sindaco di Cividale.




Le varie Cerimonie hanno avuto il sostegno anche del Club per l’Unesco di Udine.

Ad Attimis e’ stata depositata  una corona al monumento dei Cacciatori delle Alpi all’interno della Caserma “Grimaz” ed e’ stato suonato il Silenzio.

Sono stati portati i saluti delle varie Autorità e il Dottor Antonello Quattrocchi, Presidente della ricostituenda Sezione FIDCA dui Udine, ha riportato  il saluto del Nostro Presidente Nazionale .

La presenza della NS Associazione alle varie manifestazioni commemorative di Attimis e Cividale ha riscontrato il plauso delle Autorità e del pubblico.


lunedì 17 settembre 2018

Discorso del 25 aprile 2018 - Festa di Liberazione a cura del Presidente Cav. Eugenio Montalto


LIBERAZIONE è una delle parole più belle del vocabolario italiano, la sonorità delle lettere che la compongono indica inevitabilmente la festa, sembra intonare un canto di gioia. Il concetto che esprime poi è universale ed implica una sottomissione precedente che viene sconfitta con la prospettiva di un mondo nuovo. E tutto questo attraverso l’AZIONE e non l’attesa, una conquista non un regalo.
Storicamente in Italia la LIBERAZIONE è avvenuta attraverso un insieme di atti concreti e al contributo di molte forze, a volte diverse fra loro, ma unite da un obbiettivo comune. Vi è stata la lotta di resistenza partigiana ovvero la volontà di non accettare i soprusi ma di organizzarsi per rivendicare i propri diritti. Vi è stato anche lo sbarco delle truppe alleate: l’intervento delle forze democratiche contro quelle dittatoriali. E allora oggi 25 aprile 2018 vogliamo ricordare questo giorno di liberazione attraverso un simbolo tangibile che rimarrà perennemente scolpito nella nostra sala consigliare. La politica che è l’arte di coniugare la visione ideale al mondo del realizzabile ha il compito, attraverso gesti tangibili, di sensibilizzare e tramandare in maniera chiara e netta un insieme di valori fondanti. Proprio per questo, quando il Vice Comandante Montalto, che ringrazio, ci ha donato la sabbia del paese ove il 10 luglio 1943 sono sbarcati per la prima volta gli Alleati, ovvero Portopalo di Capo Passero in Sicilia, abbiamo pensato di metterla nella sala consigliare, nel luogo dove la democrazia, nata dalla liberazione, trova la sua più alta collocazione a livello paesano.
Abbiamo pensato inoltre di non creare un simulacro o qualche strano oggetto, quasi ad ostentazione, ma abbiamo voluto incidere il tavolo del consiglio, creare al suo interno uno spazio dove appoggiare la sabbia, a simboleggiare che la nostra vita amministrativa, che il confrontarsi fra maggioranza e opposizione è oggi possibile perché più di settant’anni fa dei ragazzi su questa sabbia di un mare incantevole hanno versato il proprio sangue per la nostra libertà.
Come le radici di un albero albergano nel ventre della terra così il ricordo di ciò che ha generato il nostro vivere civile sarà per sempre nell’anima del tavolo.
Abbiamo infine pensato che la figura geometrica da intagliare fosse quella del rettangolo aureo, ovvero il canone greco della bellezza. Per gli antichi greci e non solo il rettangolo aureo era il modo razionale per distinguere ciò che era fatto bene da ciò che non lo era. Così noi, ricorrendo al rettangolo aureo, abbiamo voluto, in un mondo irrazionale dove tutto è il contrario di tutto, dove si osa rimettere in discussione principi basilari, ribadire in modo razionale, con questa scelta stilistica, da che parte stiamo. Ci si può dividere su tutto, ognuno può avere la propria propensione per questo o per quel partito ma se viviamo in una repubblica democratica è perché hanno trionfato le forze antifasciste e quindi il giorno di liberazione deve servire per dire chiaramente il nostro no a qualsiasi totalitarismo che nega la dignità dell’uomo e propone la superiorità di una razza rispetto all’uguaglianza e alla sacra libertà dell’individuo.
Grazie quindi al Vice Comandante Montalto e alla FIDAC (Federazione Italiana dei Combattenti Alleati) per questo omaggio, grazie a voi presenti che testimonierete questa giornata e grazie a tutti coloro i quali entrando in questa sala del Municipio di Granze e guardando questa nicchia ricavata nel tavolo rivolgeranno il loro pensiero ai soldati alleati che con il loro sacrificio hanno contribuito alla nostra LIBERAZIONE. W L’ITALIA!